Vita da volontario in Croce Rossa

Post personale scritto da Luca.

Non solo uno che scrive molto. Anzi, prima che accettassimo la sfida di aprire un nostro blog non avevo quasi mai scritto niente. Anche a scuola non è che andassi forte nei temi. Me ne ricordo uno solo che mi venne particolarmente bene e fui chiamato a leggerlo ad alta voce davanti a tutta la classe, sarà stato in quarta superiore. Non ho mai tenuto un diario, scritto poesie e cose simili.

Penso di aver scritto qualcosa di personale solamente due volte. In entrambi i casi in occasioni legate alla mia esperienza di volontario nella Croce Rossa Italiana. Chi le ha lette le ha apprezzate per cui ho pensato di proporle anche sul nostro blog anche se non si tratta propriamente di temi legati ai viaggi.

Pienamente operativo!
Pienamente operativo!

Beh, forse non è proprio così: sono esperienze di vita ed è un viaggio pure quello, no?

La prima volta in cui mi è venuto spontaneo di scrivere qualcosa è stato al termine dell’emergenza relativa al terremoto de L’Aquila nel 2009. Ho fatto laggiù due turni di servizio, uno nell’immediatezza dei fatti, quando il terrore era grande, c’era la popolazione da soccorrere, tutto era da fare e si rischiava parecchio. L’altro parecchi mesi dopo, quasi a conclusione dell’emergenza quando si trattava di gestire la vita nei campi attendati ed, intanto, venivano costruite e poi consegnate le prima casette prefabbricate. Soprattutto nei primi tempi la situazione era pericolosa ma, per fortuna, non è successo niente a nessuno… tranne a me che sono rientrato con un rene acciaccato (ne ho parlato qui).

Al ritorno alla “vita normale” ho sentito l’esigenza di scrivere qualcosa ed ho scritto questo:

Ed ho capito perché lo faccio

Ripenso al mio secondo turno in Abruzzo. Ripenso alla mattina del mio arrivo. Ero stanco dal viaggio, sballottato. Ero appena arrivato e già mi mancavano la ragazza, gli amici. Sai che il lavoro sarà duro. A volte ti chiedi perché lo fai. Poi ho fatto il giro del campo per ambientarmi e due signore mi hanno fermato:
“Ma tu sei nuovo?”
“Si – rispondo – è il mio secondo turno ma la volta scorsa non ero in questo campo”.
Si allargano subito in un sorriso:
“Allora ben arrivato, grazie per essere venuto in Abruzzo e, soprattutto, grazie per essere tornato!”
Così ho capito subito di avere tanti amici qui che neanche conosco.

Ripenso ad Amir il giorno del suo quarto compleanno.E’ raggiante, il Maresciallo gli ha fatto una torta gigante e lui ha ricevuto due regali.
Uno è un peluches e me lo vuole regalare perché gli ho costruito un finto cannocchiale con un foglio di carta ed un po’ di scotch ed ho giocato un po’ con lui agli esploratori.

Ripenso ad una signora di cui non so neanche il nome. Un giorno in mensa l’ho vista mangiare sola e mi sono seduto vicino a lei. L’ho salutata ma non ha risposto. Dopo un po’ ha tirato fuori una fotografia e me l’ha mostrata:
“Sono mia figlia, suo marito e mio nipote. Mia figlia era incinta di 9 mesi ed avrebbe dovuto partorire proprio quel mattino. Sono tutti morti nel terremoto. Pensavo che sarei morta anche io per il dolore ma ora so di avere quattro angeli che mi guardano dal cielo e molti di più proprio qui, intorno a me. Qualcuno, a volte, mi si siede vicino quando mi vede mangiare sola.”

La seconda occasione è capitata proprio quest’anno (2017). A maggio, in occasione della giornata internazionale della Croce Rossa, mi è venuto spontaneo un piccolo bilancio di tutti questi anni:

Oggi, 8 Maggio, è la giornata internazionale della Croce Rossa e mi viene spontanea una riflessione. Sono in Croce Rossa da ormai più di 17 anni, in questo lungo periodo mi è capitato un po’ di tutto: ho lavorato con i senza tetto e con gli immigrati; ho soccorso terremotati, alluvionati e sfollati di ogni tipo; ho contribuito alla formazione di nuovi volontari e della popolazione; installato reti di telecomunicazioni di emergenza, cucinato e servito pasti, montato campi tende e lavoratovi dentro, svolto assistenze sanitarie di ogni tipo, con ogni clima ed in ogni ambiente (anche militare qualche volta); ho conosciuto tante persone di ogni età, religione, colore della pelle, credo politico, sono entrato in casa di molte di più vivendo alcune tra le situazioni più belle ma anche più brutte che mi siano mai capitate. I visi terrorizzati o disperati ed i sorrisi di alcuni di loro li porto nel cuore tra le cose più preziose. Ho soccorso persone in ambulanza ed anche salvato qualche vita. C’è, però, una cosa che non manca mai di causare qualche attrito a casa (a parte il tempo sottratto alla famiglia) ed è la divisa mai ritirata in un armadio ma lasciata perennemente appesa al di fuori anche se non usata magari per una settimana. C’è un motivo per cui mi sono sempre rifiutato di ritirarla ed è che spesso, nei miei tanti momenti in cui mi sento una m…, passando davanti alla porta al mattino appena alzato e buttando l’occhio la vedo e penso che, tutto sommato, proprio schifo schifo non faccio. E non per via di quel paio di medaglie che qualcuno, sbagliando, vi ha appuntato sopra ma di quel simbolo che c’è cucito sulla spalla e di quel “tiro a segno” che portiamo sulla schiena.

Ogni tanto qualcuno mi chiede perché lo faccio, perché arrivo stanco dal lavoro e, anziché andare a riposarmi o a godermi mia moglie e mio figlio, vado a rischiare le penne in ambulanza. A chi mi pone questa domanda oggi rispondo: “Guarda negli occhi una persona che hai appena aiutato o un anziano che, dopo un lungo ricovero in ospedale, riporti a casa sua forse soltanto per andare a morire nel proprio letto e capisci perché lo fai. Spiega a tuo figlio perché ogni tanto non stai a casa a giocare con lui e lui, anche se piccolo, capirà. Forse crescendo ne farà tesoro e, magari, da grande sarà migliore di te”.

Auguri ad ogni uomo e donna di Croce Rossa.

Intanto il training del piccolo bisonte è iniziato, non ha scampo!

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2 commenti su “Vita da volontario in Croce Rossa

  1. Appena ho visto la storia, ho voluto leggere questo post.
    Mi tocca, te lo dico da volontario di una Croce Bianca.
    Leggendo le tue parole, mi sono rivisto, perchè anch’io, come te, provo sensazioni bellissime nel sostegno e l’aiuto a chi ha bisogno.
    E quegli sguardi non li scordi facilmente.

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Ciao “collega”! Grazie per il tuo commento.
      Domenica scorsa, per celebrare la giornata mondiale della Croce Rossa, molti ex volontari (alcuni veramente molto ex), si sono ritrovati in Comitato e gli abbiamo raccontato un po’ cos’è cambiato dai loro tempi e fatto un po’ di festa insieme anche per riconoscere il loro contributo.
      L’orgoglio ancora fortissimo dopo tanti anni che ho visto in quelle persone mi fa capire che queste sono sensazioni che accomunano tutti quelli che scelgono questo tipo di servizio per gli altri.

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