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Passeggiata al lago Laux all’ombra del Forte di Fenestrelle

Quando si pensa alle bellezze della montagna, spesso vengono in mente gli stupendi paesaggi del cartone animato di Heidi. C’è un posto, però, nel nostro bel Piemonte, che non ha nulla da invidiare alle montagne svizzere ed, ogni volta che ci andiamo, sembra proprio di poter vedere Heidi spuntare da un momento all’altro. Si trova in alta val Chisone, in provincia di Torino, precisamente nel comune di Usseaux.

Usseaux è un comune alpino tra i più belli in Italia, noto per i suoi murales, incastonato tra montagne ripide e severe e circondato dai parchi naturali dell’Orsiera Rocciavrè e del Gran Bosco di Salbertrand. Vi abitano stabilmente poche persone ma sono molte quelle che hanno qui la seconda casa in quanto è un’ottima destinazione in ogni stagione; in estate per la possibilità di numerose camminate e trekking ed in inverno per la vicinanza con il comprensorio sciistico della Via Lattea di Sestriere.

Usseaux Lago LauxIl fascino di questi borghi è simile un po’ ovunque, fatto di pace, silenzio, agricoltura eroica, alpeggi e neve ma qui si aggiungono le tradizioni occitane, il dialetto patois (una via di mezzo tra il piemontese ed il francese) ed il ricordo, ancora molto forte, delle persecuzioni subite dai valdesi che vivevano in questa valle ed in quelle vicine.

Un po’ di storia

La val Chisone è ricca di storia. A poca distanza da qui si trova il colle dell’Assietta presso il quale, verso la metà del 1700, si combattè l’omonima battaglia durante la quale furono pronunciate le parole “bogia nen” che hanno dato origine al termine “bogianen” (pronuncia “bugianen”) che ancora oggi definisce i Piemontesi. Il fatto è questo: l’esercito Sabaudo stava fronteggiando, in grande inferiorità numerica, l’esercito francese che voleva sfondarne le linee per dilagare in Piemonte. Il re ordinò una ritirata strategica ma il comandante, Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio, rispose con questa frase: “Fé savej a Türin che da sì nojautri i bogoma nen“, ovvero “Fate sapere a Torino che da qui noi non ci muoviamo”. Alla fine, la battaglia fu eroicamente vinta e la risonanza fu tale che, anche oltreconfine, i piemontesi furono definiti con grande ammirazione “i bogia nen”, ovvero quelli che non si muovono.

Con il tempo il termine è diventato bogianen ed indica il carattere fiero, risoluto, affidabile ed eroico dei piemontesi. Purtroppo, però, alcuni travisano il significato del termine pensando che voglia dire che i piemontesi sono pigri (che non hanno voglia di muoversi) ma questo, oltre che sbagliato, non potrebbe essere più distante dal vero.

Il lago del Laux (o lago Laux) e l’omonimo abitato

Non distante dall’abitato principale di Usseaux si trova il lago del Laux (pronuncia “lò”), un posto perfetto per un picnic in famiglia ma anche per una fuga romantica dalla città. Sulle sue sponde si trova un hotel ristorante molto carino ed un’area di sosta camper. Noi abbiamo frequentato questo lago fin da bambini ed i ricordi più suggestivi che ho di questa parte della valle sono di quando mio padre mi portava ad assistere ai fantastici concerti Jazz organizzati sulla riva di questo piccolo specchio d’acqua, circondati dalle lucciole e dalla maestosità delle montagne.

Lago LauxA pochi minuti di distanza dal lago si trova l’abitato di Laux (frazione del comune di Usseaux) che è una vera bomboniera, con antiche case perfettamente restaurate, murales alle pareti e vasi di gerani ovunque. All’ingresso del paese, una serie di lose dipinte a mano raccontano la storia di questo piccolo abitato che risale al 1200. La pacifica convivenza di oggi tra la comunità valdese e quella cattolica è rappresentata dalla piazza della preghiera e dalla vicina chiesa cattolica.

Sugli alpeggi delle montagne che circondano il villaggio, crescono fiorenti le viole e si produce il Plasentif (il formaggio delle viole), una toma tipica di questa valle prodotta proprio con il latte munto dalle mucche che hanno mangiato nei campi di viole. E’ un formaggio pregiato, prodotto in poche forme marchiate a fuoco e numerate e, per assicurarsene una, bisogna prenotarla dai produttori spesso da un anno all’altro. Se riuscite a procurarvene un pezzo e volete un consiglio, tagliatene delle scaglie sottili e gustatele su una tartina di pane e miele.

Il forte di Fenestrelle

Ci troviamo all’ombra del Forte di Fenestrelle, la grande muraglia delle Alpi, è il simbolo della provincia di Torino. Così chiamato perché, proprio come la più famosa muraglia cinese, si arrampica sulle montagne a perdita d’occhio ed i forti principali che la costituiscono sono uniti dalla scala coperta più lunga d’Europa. L’ANSA l’ha inserita tra le 10 grandi muraglie del mondo. Per le sue dimensioni, la sua conservazione è molto critica e richiede ingenti risorse, tanto che il forte di Fenestrelle è stato inserito dal World Monuments Fund tra i 100 siti storico-archeologici di rilevanza mondiale più a rischio.

Forte Di Fenestrelle
Una parte del Forte di Fenestrelle si vede dal percorso della nostra camminata.

Il forte è stato progettato nel XVIII secolo a protezione del confine italo-francese ma è servito anche da bagno penale. E’ stato in uso fino al 1945 ed oggi attrae oltre 20000 visitatori all’anno.

Il forte di Fenestrelle si trova nell’omonimo comune a poca distanza da Usseaux ed è stata la meta di una delle nostre prime uscite da fidanzati: siamo venuti qui una notte nel tentativo di scattargli qualche foto notturna (ancora su pellicola). Dopo aver fatto qualche scatto ravvicinato alla zona d’ingresso con il ponte levatoio ci siamo spostati in un punto dall’altro lato della valle in modo da fotografare una grande porzione del forte che si arrampica sulla montagna. Una volta trovato il posto perfetto e trafficato per parecchio tempo per sistemare il cavalletto della macchina fotografica senza sfracellarci a valle, proprio al momento di scattare le foto il forte è precipitato nel buio totale. Avevano spento le luci che lo illuminano ogni sera fino alle 23. Sono passati tanti anni e quella foro, ancora oggi non siamo riusciti a scattarla. Mai una volta che ce ne vada dritta una!

La nostra passeggiata dal Lago Laux a Fenestrelle

Per la seconda uscita di casa dopo i mesi di quarantena dovuta alla pandemia per il coronavirus, abbiamo deciso di salire con alcuni amici ed i loro bimbi al lago del Laux (la prima uscita l’avevamo invece fatta nella vicina Val Pellice, ne abbiamo parlato qui). Ci siamo trovati poco prima di pranzo ed abbiamo lasciato che i bambini si scatenassero nel parco giochi del villaggio. Dopo il pranzo al sacco sorvegliati dalle mucche al pascolo abbiamo visitato l’abitato di Laux e poi abbiamo seguito il sentiero che scende a Fenestrelle. Lungo il sentiero si ha una bellissima vista a distanza sul forte.

Laux Abitato
Un bello scorcio dell’abitato di Laux

La passeggiata è molto semplice perché il sentiero è largo, senza rischi ed ombreggiato. Per arrivare a Fenestrelle occorre scendere un dislivello di 200 metri. Un adulto ci mette una ventina di minuti, a noi ci sono voluti tre quarti d’ora a passo di treenne. Il sentiero è un po’ ripido quindi considerate la possibilità, se avete bambini piccoli, che possano non farcela a completare la salita del ritorno e che dobbiate prenderli a spalle. Giunti a Fenestrelle è possibile salire a vedere il forte da vicino. L’accesso al cortile principale è libero e gratuito ma noi non abbiamo potuto farlo perché il tempo è cambiato repentinamente ed ha iniziato a diluviare e grandinare!

Laux Fenestrelle PercorsoLa nostra solita sfortuna. Riparate le mamme ed i bambini temporaneamente in un garage, i papà sono risaliti al Laux a recuperare le auto (contate mezz’ora di ripida salita per un adulto) sotto il diluvio. Finito il fortunale abbiamo approfittato della tranquillità del bel centro storico di Fenestrelle per un’altra breve passeggiata ed una merenda.

In paese ci sono due parchi gioco bellissimi che è stato davvero un peccato non poter usare (per via delle restrizioni dovute al coronavirus sono ancora chiusi). Se decidete di visitare queste zone in un periodo favorevole non potete perderveli. Uno ha i classici giochi in legno (altalene, scivoli, ecc…) ma è costruito in un enorme prato verde ottimamente manutenuto, l’altro rappresenta una piccola città con case, strade dipinte sull’asfalto, cartelli stradali, ecc… e si può sfrecciare sul percorso a bordo di macchinine a spinta. Assolutamente imperdibile per i bambini, anch’esso tenuto in condizioni perfette e, soprattutto, ad accesso gratuito!

Vi ho fatto venire almeno un po’ di voglia di venire sulle nostre montagne? Sul nostro profilo Instagram (seguiteci se ancora non lo fate!), trovate le storie in evidenza di questa giornata e c’è anche qualche immagine del parco giochi “a forma di città”, come dice il piccolo bisonte.

WHERE DO WE GO NEXT?

Informazioni utili (aggiornate a Giugno 2020):

Sito internet Forte di Fenestrelle: www.fortedifenestrelle.it/

Come arrivare: Da Torino in auto percorrete l’autostrada fino a Pinerolo e poi proseguite sulla statale per Sestriere. Passerete per Fenestrelle e, poco dopo, arriverete al bivio per il lago del Laux indicato dalla segnaletica stradale. Volendo è possibile arrivarci da Torino anche in pullman con la linea Torino-Sestriere gestita dalla SADEM. Maggiori info sul sito della compagnia di trasporti.

Parchi Naturali delle Alpi Cozie: https://www.parchialpicozie.it/#

Area Camper: L’area è su un bel prato verde accanto al lago, l’accesso costa 15 Euro a notte (10 + 5 per la corrente elettrica) da pagare presso il ristorante. Per soggiorni più lunghi il costo scende. Possibilità di carico e scarico. Nelle vicinanze ci sono barbecue, mini golf ed a pochi passi c’è il parco giochi per bambini presso l’abitato di Laux.

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