La felicità sta nelle piccole cose – Parco Naturale della Val Troncea

Non è un bel periodo per noi. Abbiamo recentemente ricevuto una bella tegolata sulla testa che ora dovremo metabolizzare e, piano piano, elaborare. Nel frattempo il morale è basso.

La casa è piena di lavori che abbiamo lasciato accumulare, il PB (piccolo bisonte) richiede le sue attenzioni e noi non siamo dell’umore adatto per fare alcunché.

Alla fine decidiamo di mandare a stendere tutto e tutti, non vogliamo sentire nessuno né vedere nessuno ed i lavori di casa possono tranquillamente rimanere ad aspettare ancora un po’. Così decidiamo di portare il PB a fare la sua prima camminata in montagna.

La montagna per noi è sempre stata un grande amore, il nostro rifugio, il luogo dal quale contemplare il mondo e la vita da un punto di vista diverso. Dalle cime tutto si vede da lontano e da su a giù. I luoghi soliti nei quali scorono le nostre vite ordinarie sono sempre lì, sotto i nostri occhi, li vediamo ma ne siamo distanti e li contempliamo dall’esterno. La solitudine  ed il distacco che ne consegue aiuta a guardarsi dentro, a rilassarsi ed a riflettere. Ed oggi ne abbiamo bisogno.

Non è la prima volta che portiamo il PB in montagna ma prima era troppo piccolo e quindi ci si limitava a piccoli giretti nello zainetto. Ora, a due anni e mezzo, possiamo azzardare una breve camminata. Certo, molte delle vette che oggi ci circondano le abbiamo già conquistate in solitaria o in coppia mentre, da quando abbiamo deciso di imbarcarci nel viaggio senza ritorno per l’universo genitoriale, le nostre scarpinate si sono azzerate ed oggi saremo solamente degli “alpinisti da fondo valle”.

Il posto che abbiamo scelto, però, è adatto a far vivere al PB la sua prima esperienza da montanaro attivo: nel parco una piacevole e facile sterrata corre quasi senza pendenza in uno scenario di incomparabile bellezza che scalda i nostri cuori gonfi come il torrente che ci scorre accanto, colmato dalla neve che ancora si sta sciogliendo a poche centinaia di metri di quota sopra di noi.

La giornata inizia con un po’ di sane risate, di quelle che scaturiscono all’improvviso da un episodio da niente e ti scaldano dentro proprio quando ne hai più bisogno. Questo episodio ci testimonia anche quanto Daniele abbia sempre lo sguardo indagatore, l’occhio vispo, le orecchie aperte ed il radar acceso per captare qualunque cosa gli succeda intorno qualunque cosa lui stia facendo in quel momento. Ecco la scena: mattino, prima di partire, mamma Adriana mangia fiocchi di riso nel latte per colazione, lui, dopo aver mangiato la sua, sbocconcella i fiocchi di riso direttamente dal sacchetto come se fossero patatine. Ad un certo punto fa stendere ad Adriana la mano con il palmo verso l’alto, prende un fiocco dal sacchetto, ve lo depone sopra con fare cerimonioso e sguardo serio e poi dice: “Ti ho dato un corpo di Cristo! Ti piace?”.

La giornata, poi,  non procede benissimo: usciamo di casa con un’ora e mezza di ritardo sulla tabella di marcia. Il cielo rispecchia il nostro umore plumbeo ed, arrivati al parcheggio, ci rendiamo conto di aver dimenticato di caricare le batterie della macchina fotografica che, dunque, rimane mestamente ad attendere nel bagagliaio. Pazienza, non siamo in vena di far foto né video. In ogni caso qualche scatto con il cellulare lo faremo comunque.

PB non sta nella pelle, il suo sorriso è contagioso. E’ così orgoglioso delle sue scarpe da montagna nuove rosse! Lasciata l’auto al parcheggio, per sentirsi grande vuole anche lui uno zaino con cui portare i suoi giochi. Ovviamente non ce l’abbiamo e ripieghiamo su una scomodissima shopper di tela che lui indossa usando i manici a mo di spallacci e, tronfio, si avvia lungo la strada.

Abbiamo scelto questo posto non solo per la facilità e per la bellezza dei luoghi ma anche per la presenza di due rifugi, uno sicuramente alla portata di Daniele (Rifugio Mulino di Laval) ed uno che non siamo sicuri di riuscire a raggiungere perché abbiamo seri dubbi sul fatto che camminerà così tanto e poi bisognerà anche tornare indietro (Rifugio Troncea). Il percorso sarebbe di due ore sola andata. Uno scherzo per noi, sicuramente troppo per lui. In ogni caso è bene sapere di poter trovare un riparo facilmente in caso ci cogliesse il fortunale che si sta preparando sopra di noi. Poi si può aggiungere un po’ di brivido all’avventura: sappiamo tutti quanto la caccia al tesoro sia un’emozione imperdibile per i bambini e, nel parco, è possibile fare un po’ di geocaching  anche con i più piccoli in quanto ci sono due cache tranquillamente alla portata di un bambino di due anni e mezzo (come durata di cammino).

Dunque via che si va!

Ingresso del parcoPartiamo silenziosi, ognuno chiuso nei suoi pensieri, l’eco delle risate a colazione sembra ormai lontano ma, piano, piano, il chiacchiericcio continuo di PB ci prende ed iniziamo a goderci di più le sue reazioni a questa prima esperienza di “trekking”. Si procede lentamente perché lui sembra non avere occhi e sensi abbastanza per guardare e provare tutto: l’altezza delle montagne, i colori dei prati e delle chiome dei pini, il loro ondeggiare al vento, le rapide del fiume, le nuvole nel cielo, il profumo della resina, la differenza di consistenza del suolo (duro sulla strada sterrata, morbido appena si esce di lato e si calpesta lo spesso manto di erba ed aghi di pino secchi). E come sono morbidi gli aghi di pino freschi della primavera, come sono diversi da quelli secchi e duri che sono per terra!

Si parteGli facciamo sperimentare ogni cosa. L’acqua delle fontane e dei ruscelli (così limpida ma anche fredda), i primi fiorellini, le mani nelle cascatelle formate dai piccoli rivoli d’acqua che scendono a valle dai lati della montagna e ci tagliano la strada. Per lui sono dei torrenti impetuosi che solo gli avventurieri più audaci possono azzardarsi a guadare, ed ovviamente noi lo siamo!

Ed ecco i cavalli con i loro cavalieri! Dove vanno? Sono già spariti dietro la curva, non si vedono più ma si sono lasciati dietro quelle strare robe per terra… No, non sono cacche: sono impronte! Come sono diverse dalle nostre! E come mai? Il flusso di domande è incessante.

Cartelli indicatoriMa ecco l’ingresso del parco con la sua casetta per le informazioni (chiusa). E’ il momento della caccia al tesoro! Dove sarà mai nascosto quel piccolo contenitore? Ma cos’e’ quello? Un anfratto tra le rocce… E’ chiuso con delle pietre che sembrano messe lì non per caso. Attenzione ad avvicinarci: quelle erbe sono ortiche, non tocchiamole che pungono. Spostiamo le pietre. E’ qui! Abbiamo trovato il tesoro! PB non vede l’ora di aprirlo. Dentro non c’è nulla di particolare: il foglio delle informazioni, il log da firmare (ed ovviamente abbiamo dimenticato la biro in macchina), una moneta da 2 centesimi, un cerotto e… una pallina di plastica! WOW!!! Il ritrovamento della pallina è stato galvanizzante! Dobbiamo ripartire per nuove scoperte!

Abbiamo trovato un tesoro!
Abbiamo trovato un tesoro!

Passiamo il rifugio di Laval senza battere ciglio e, dopo un altro po’ di camminata, i morsi della fame si fanno sentire. Fortunatamente è pieno di zone attrezzate per il picnic lungo il percorso. PB sceglie un tavolo, mangiamo e poi è il momento della palla. Il momento veramente sereno di tutta la giornata. Che divertimento giocare a torello con PB in mezzo! Reclama la sua palla ma, appena arriva a sfiorarla, sguisch, glie la sfiliamo via e la facciamo rotolare un po’ più in là. Lui ride e si diverte come un matto. Abbiamo l’impressione che, dal tanto ridere, possa vomitare il pranzo appena consumato. E’ meglio smettere.

Una volta acchiappata finalmente la palla non la vuole più mollare. Se la tiene sotto il braccio per evitare che qualche malfattore come noi glie la sfili di nuovo.

Mantellina rossa
Qui sotto tengo nascosta la mia palla. Guai a chi me la sfila!

Ripartiamo alla caccia del secondo tesoro ma, dopo poco, inizia a gocciolare. Per non correre rischi decidiamo di tornare indietro. Noi con il k-way e lui con la sua mantellina rossa (con sotto le manine che tengono il pallone e la gonfiano in maniera improponibile). Ovviamente è inevitabile il racconto della favola di cappuccetto rosso. Ce la chiede a ripetizione e poi giochiamo a fare i lupi che vogliono mangiarlo. Altre risate.

Il nostro cuore diventa un po’ più leggero.

Ed abbiamo imparato che è vero che la felicità sta nelle piccole cose. A volte una semplice passeggiata ti regala emozioni che, in quel particolare momento, pensavi ti fossero precluse.

Noi ormai l’abbiamo capito da tempo: la nostra felicità la troviamo viaggiando. Viaggi lunghi o brevi come questo ma che ti insegnano comunque qualcosa e, come sempre, quello che ci chiediamo ogni volta nel viaggio di ritorno, prima ancora di essere rientrati a casa e di aver riordinato le idee è:

WHERE DO WE GO NEXT?

Per altre passeggiate adatte ai bambini piccoli vi suggeriamo: il vallone di Massello e Casa Canada.

 

Informazioni utili aggiornate a Marzo 2019:

Arrivare in Val Troncea da Torino è molto semplice: è sufficiente prendere l’autostrada in direzione Pinerolo, al termine dell’autostrada proseguire dritto senza uscire fino a Perosa Argentina e proseguire sempre dritto sulla SS23 in direzione Sestriere fino a Pragelato borgata Traverse. Poi seguire la deviazione che scende a sinistra per circa 1 km fino all’ampio parcheggio gratuito al termine della strada. Lì inizia il parco.

In alta stagione il parcheggio gratuito si satura facilmente ma sono presenti anche altri parcheggi a pagamento (5 Euro a giornata).

Altrimenti da Torino è sufficiente prendere i bus SADEM in direzione Sestriere e scendere alla fermata della borgata Traverse oppure prendere il treno per Pinerolo Centrale e, dalla stazione, prendere i bus SADEM in direzione Sestriere.

Sito internet del parco: http://www.parconaturalevaltroncea.it/default.htm

In inverno la strada del fondo valle diventa una pista di fondo ma un sentiero corre dall’altro lato del fiume consentendo di seguire il percorso con le racchette da neve. Un’attività veramente divertente che, però, è adatta a bimbi grandicelli.

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30 commenti su “La felicità sta nelle piccole cose – Parco Naturale della Val Troncea

    • inviaggiocolbisonte il said:

      E’ una valle bellissima, d’estate per le camminate o i pic nic, d’inverno per lo sci di fondo o le ciaspole. Mi fa piacere averti fatto scoprire una cosa nuova!

  1. Mi dispiace non so cosa possa essere successo ma spero che riuscirete a risolvere presto. Ma il segreto lo avete già capito da voi e sta tutto li: nella bellezza delle piccole cose che danno felicità! Buona passeggiata.

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Esatto, è proprio per quello che ho intitolato così il post… Per il resto dicono che il tempo curi tutto. Speriamo.

  2. Diciamo che io sono più per il mare che per la montagna, forse più per vicinanza chilometrica che altro. Devo dire, però, che camminare in montagna con i miei nipoti mi rende felice … rifletto e mi rilasso al ritorno 😉

    • inviaggiocolbisonte il said:

      E’ questione, come di ci tu, sia di gusti che di opportunità: noi preferiamo la montagna, però ci viviamo, quindi ci viene facile.

    • inviaggiocolbisonte il said:

      In realtà questa passeggiata è tutta sul fondo valle, su una bella strada sterrata solo in leggera salita. Per questo è adatta anche ai bambini più piccoli. Però i bei panorami ci sono lo stesso!

  3. MARTINA BRESSAN il said:

    Io amo le camminate in montagna e il trekking. Davvero la montagna è in grado di farmi riflettere, pensare, meditare… i percorsi come questo sono davvero l’ideale in certe giornate!

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Anche a noi piace per tutti questi motivi ma anche per i panorami pazzeschi e per la soddisfazione di doverseli sudare!

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Ci sono posti favolosi e per nulla sfruttati dal punto di vista turistico (al contrario, ad esempio, del Trentino). Secondo me questo è un gran valore aggiunto!

  4. I momenti bui capitano, mannaggia se capitano. Ma ricordati che abbiamo una fortuna: il poter guardare i nostri bimbi è la miglior medicina del mondo! E anche le passeggiate in montagna aiutano!

    • inviaggiocolbisonte il said:

      E’ vero, è difficile da spiegare ma la dimensione meditativa della montagna ed il confronto con la potenza della natura (che però non è impetuosa come un mare in tempesta ma statuaria e cristallizzata nelle rocce) è sempre stato il nostro rifugio.

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Tanti dicono così ma poi dopo aver provato cambiano totalmente idea! E’ vero, il trauma da sveglia presto c’è sempre ma ne vale assolutamente la pena. Purtroppo il bello sta in alto e con i bimbi piccoli non lo si può raggiungere, però abituandoli da piccoli all’ambiente montano ed alle camminate (che sono super salutari), quando saranno grandi avranno la porta spalancata verso posti che non ci si può nemmeno immaginare dal fondo valle.

  5. Sembra di essere con voi per come rendi bene il racconto! Sono quelle giornate che riescono a darti la carica per affrontarne tante altre che così belle nono sono

  6. Non c’è nulla meglio di una bella gita fuori porta per scacciare il malumore. Non abbiamo mai fatto passeggiate in montagna ma per i bimbi deve essere senz’altro interessante. Basta mettere da parte la pigrizia!

    • inviaggiocolbisonte il said:

      La montagna, per i bimbi, è fantastica! Provateci e vedrete che non ve ne pentirete. Conosciamo famiglie che nelle vacanze estive andavano sempre al mare perché “la montagna? Inconcepibile!”, poi hanno provato una volta a passare le vacanze estive in montagna ed ora al mare quasi non ci vanno più! Non dico di arrivare ad estremizzare, però ti assicuro che la montagna è proprio tanta roba.

  7. Ma che bel racconto! Hai descritto davvero bene la situazione, gli umori e le sensazioni di ognuno!

    Avete fatto bene ad iniziare presto con le passeggiate in montagna ora che il Piccolo Bisonte è ancora piccolo: camminate brevi ma che piano piano lo abituano al contatto con la natura e la montagna. E il posto non è da meno: la montagna, in fin dei conti, è molto rilassante e meditativa … e chissà poi dove saranno andati quei cavalieri .)

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Probabilmente al secondo rifugio di cui parliamo nell’articolo che, però, noi non abbiamo raggiunto. Per Daniele speriamo di riuscire a farlo appassionare alla montagna. Quest’autunno gli abbiamo fatto fare la sua prima punta, dovevi vedere com’era orgoglioso! Ne abbiamo anche parlato qui sul blog nell’articolo che riguarda il Lago Maggiore.

  8. Sabrina il said:

    Adoro leggere delle prime volte, i primi passi in montagna, le mani nell’acqua fresca e le sensazioni che scaturiscono.

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