Come abbiamo affrontato la prima notte in tenda

Il piccolo bisonte è sopravvissuto alla sua prima notte in tenda. Partiamo subito così, al brucio.

Mi rendo conto che l’idea di dormire in tenda con un bambino per la prima volta e, per di più, in montagna può essere fonte di ansie, soprattutto legate alle temperature, al meteo ed ai possibili imprevisti (e noi di ansia ne sappiamo qualcosa!) ma, in questo caso, ad avere paura era lui

In questo post vi raccontiamo come abbiamo fatto a fargli superare la paura e vi consigliamo anche un posto perfetto ed economico adatto anche ai camper ed alle roulotte, nel quale i bambini possono correre liberi ed essere lasciati senza quasi alcun controllo dato che non ci sono pericoli particolari.

Vi raccontiamo di una notte stupenda senza illuminazione, a guardare le stelle con la cornice delle montagne e ad avventurarci alla luce delle lanterne.

Introduzione

Io sono un grande amante del campeggio e, fin da ragazzino, le vacanze che ricordo con più piacere sono state in camper o in roulotte. Mezzi sempre un po’ sfasciati e troppo piccoli per ospitarci tutti e cinque. Così i miei genitori mi comprarono una tenda ed io dormivo fuori. Ricordo che, invece, il mio fratello più piccolo dormiva in un’amaca tirata tra un angolo e l’altro del camper, i genitori ed il mezzano comodamente nei letti.

Indubbiamente una situazione spartana ma ci divertivamo come matti.

Quando ho conosciuto Adriana non era mai stata in campeggio e, per lei, è stato l’inizio di un grande amore. Non per me: quello non è così grande (a detta sua). Per il campeggio. In particolar modo per la tenda. Con quella stessa tenda che mi comprarono i miei genitori abbiamo iniziato ad assaporare il campeggio libero e siamo andati sempre e solo in montagna. Qui sulle nostre Alpi, sullo Jungfrau in Svizzera, nel Verdon in Francia, etc… Una sola ed unica costante: un sacco di pioggia.

Prima notte in tenda
Il nostro accampamento in un campeggio nelle gole del Verdon

Noi abbiamo la nomea di viaggiatori sfigati, però ora che mi ci fate pensare non ricordo particolari sfighe prima di conoscere Adriana. Inizio a pensare che sia lei che porta un po’ jella…

A parte quella volta in Costa Azzurra quando ci colpì il Mistral che devastò il campeggio, però la mia tendina resistette bene.

E quella volta, quando collaboravo con un osservatorio astronomico, che andammo a fare un campo di osservazione in quota ad oltre 2000 metri e con noi c’era un gruppo di colleghi del savonese (se non ricordo male). Loro avevano un campo tende super professionale con attrezzature costosissime ed una tenda gigante utilizzata per le riunioni e come mensa che chiamavano “l’ammiraglia”. Noi eravamo molto più poveri, ognuno aveva la sua tendina portata da casa (io sempre la solita che ormai conoscete) ma non potevamo essere da meno di loro, così ne mettemmo alcune in circolo quasi addossate e le unimmo con un telo per formare uno spazio coperto. Quella era la nostra area comune che battezzammo, scherzosamente (e per non essere da meno) “la generala”.

Ebbene, durante la notte faceva così freddo che ghiacciava l’acqua nelle bottiglie pur essendo estate ed, una notte, il campo fu sferzato da venti fortissimi. Al mattino dopo tutto era distrutto e tutte le tende dei colleghi liguri erano miseramente spalmate al suolo. Le nostre resistettero meglio ma erano malconce, tutte tranne la mia che con arroganza continuava ad innalzare la volta dell’igloo verso il cielo.

Insomma, un po’ di sfortuna c’era stata anche in passato ma non poi così tanta.

Prima Notte In Tenda
Ecco com’era il camper che avevano i miei genitori (immagine presa dalla rete, non sono a conoscenza di restrizioni di copyright)

In ogni caso, dato che Adriana non era mai stata in camper (e men che meno il piccolo bisonte), un paio d’anni fa ho pensato di noleggiarne uno e siamo andati a visitare i mercatini di Natale di Montreux (qui il resoconto con tanto di video da non perdere della nostra esperienza). Esperienza fantastica ma è inutile che vi dica della tormenta di neve che ci ha tenuti bloccati una notte sul Monte Bianco, vero? Ormai avete capito come vanno per noi le cose…

Meno male che avevamo il camper, altrimenti sarebbe stata dura passare una notte chiusi in auto al freddo, senza un bagno e con un bambino piccolo. In camper, invece, eravamo al calduccio e con tutti i comfort.

Ad ogni buon conto e sfidando la sfortuna, abbiamo deciso di portare il piccolo bisonte a fare la sua prima notte in tenda alla tenera età di cinque anni. Gli abbiamo proposto l’idea, eravamo gasatissimi! Brusca doccia fredda: “Ho paura, non voglio dormire in tenda!”

La prima notte in tenda – Come prepararsi per affrontare la paura

Che fare? Dopo avergli raccontato tutte le cose fantastiche che si possono fare e le avventure che abbiamo vissuto noi in tenda, ho proposto di costruirgliene una in casa in modo che ci potesse giocare dentro iniziando a familiarizzare con l’idea.

Proposta accolta ma la voleva in cucina perché in camera da letto, al piano sopra, sarebbe stato da solo ed aveva paura (manco a dirlo). Quindi niente, soluzione scartata.

Come soluzione alternativa abbiamo pensato di montare la tenda in giardino e dormire lì una notte prima dell’uscita in montagna, in modo che l’ambiente non fosse per lui “ostile” e fosse più tranquillo. Per renderlo ancora più partecipe l’ho messo al lavoro nel montaggio e si è divertito molto ma… Com’è già il binomio “meteo-noi in tenda”? Ha iniziato a piovere ed è saltato tutto.

Non avevo proprio voglia di farla bagnare con la conseguente impossibilità di ritirarla fino a completa asciugatura, anche perché saremmo dovuti partire per il mare subito dopo.

A proposito, al mare siamo andati a vedere il Festival delle Fiabe di Rocchetta Nervina (IM), se non lo conoscete portateci i bambini perché è stupendo. Noi ci siamo già andati 3 o 4 volte e ne abbiamo parlato qui.

La prima notte in tenda – Finalmente il grande giorno

Tornati dal mare a fine agosto, ormai il tempo si era guastato e, se non avessimo colto l’occasione al volo, avremmo rischiato di dover rimandare all’estate prossima. Dunque abbiamo deciso: si va nel primo fine settimana utile, senza notte preliminare in giardino.

Per rendere più stimolante la cosa abbiamo organizzato con una coppia di amici che hanno un figlio che è compagno di asilo del piccolo bisonte ed è uno dei suoi amici del cuore. In questo modo la prospettiva ha iniziato a piacergli di più!

Prima Notte In Tenda
Eccoli che corrono durante la camminata che abbiamo fatto il giorno successivo

Essendo ormai le temperature notturne diventate più basse, abbiamo deciso di non andare in quota presso un rifugio della zona com’era nei piani originali ma di recarci semplicemente in un’area attrezzata vicino a casa.

Così saremmo stati pronti ad una rapida ritirata nel caso Adriana ed il meteo avessero colpito di nuovo. Nel caso, invece, di temperature troppo basse ci siamo preparati in modo da non temere nemmeno un’eventuale nuova glaciazione, non sia mai che l’erede prenda freddo: le nonne non ce l’avrebbero perdonato!

Giunti sul posto il piccolo bisonte ha di nuovo partecipato al rito del montaggio della tenda e poi abbiamo lasciato che lui ed il suo amichetto ci giocassero dentro da soli così che lui si ambientasse. Il suo giovane “collega” (tra loro si chiamano per cognome, fa troppo ridere!) era già un veterano avendo dormito in tenda una volta mentre noi eravamo al mare.

Mentre ci preparavamo per grigliare come se non ci fosse un domani era esilarante sentire le loro urla e vedere la tenda che si agitava come sbattuta da venti di tempesta.

Prima Notte In TendaA bocce ferme ci siamo resi conto che tutta questa agitazione ha causato anche qualche danno alla tenda ma non importa: ormai il mio adorato igloo (sempre lo stesso) ha più di 25 anni sul groppone e ne ha viste di tutti i colori. Non tiene nemmeno più la pioggia ed ha bisogno di andare in pensione. Inoltre non è adatto ad una famiglia. Bisognerà pensare di sostituirlo anche se mi piange il cuore al solo pensiero.

Dopo aver reso l’onore delle armi alla salsiccia e ad ogni ben di Dio, a notte ormai calata, le due pesti si sono scatenate. Che spasso vederli correre totalmente liberi e ridere come matti con le loro pile frontali in testa! (L’area in cui ci siamo recati è perfettamente sicura ed i bambini possono girare liberamente da soli, vedi info in fondo all’articolo)

Effettivamente, non essendoci illuminazione, era buio pesto e noi, armati di lanterne, li abbiamo portati fino al parco giochi comunale, anch’esso completamente al buio. Per loro è stata una super avventura andare sugli scivoli e le altalene alla luce delle torce.

Due famiglie di amici completamente sole, nel buio, con le montagne tutte per noi a fare da cornice, sdraiate sugli scivoli a guardare le stelle con i bambini. Devo dire altro?

Prima Notte In Tenda
Il nostro piccolo accampamento

E la paura? Completamente passata! La notte è andata benissimo a parte un unico dettaglio: nella foga di combattere influssi negativi di Adriana sul meteo ed essere pronti ad affrontare i rigori dell’inverno (che sta per arrivare perché, lo ricordiamo, siamo alla fine di Agosto!), abbiamo un po’ esagerato con l’attrezzatura e l’abbigliamento ed abbiamo rischiato di morire di caldo.

Vi dico solo che fuori ci saranno stati 10 gradi (per me una temperatura paradisiaca ma per Adriana è un gradino prima del principio di congelamento), dentro la tenda abbiamo finito per dormire in mutande e canottiera fuori dai sacchi a pelo!

Un’immagine scabrosa, lo so, fate finta di non averla letta…

Prima Notte In Tenda
Eccoci sani e salvi al risveglio

Dunque se avete paura a portare i vostri bambini in tenda non temete: con l’attrezzatura giusta avrete fin troppo caldo e nulla da temere. Ovviamente se non fate niente di estremo…

Noi questo lo sapevamo perfettamente avendo dormito in tenda milioni di volte ma, quando si tratta di bambini, a volte è come se la parte razionale del cervello si spegnesse. Per non parlare della prima notte in tenda in montagna con un bambino: una combinazione potenzialmente letale! Così abbiamo esagerato e ci siamo fatti fregare. Niente di grave, comunque.

Il tettuccio dell’igloo ormai logoro ha anche retto ad un breve scroscio di pioggia verso mezzanotte e mezza. Cosa volere di più!

Una camminata per celebrare la riuscita dell’impresa

Al risveglio mattutino, sopravvissuto alla sua prima notte in tenda, il piccolo bisonte era carico come una molla. Colazione a base di crostata fatta in casa, the, biscotti e succhi di frutta e poi abbiamo smontato il campo e preparato gli zainetti per la partenza per una breve camminata celebrativa dei due piccoli eroi “che fecero l’impresa” (citazione finto-colta di Pupi Avati).

L’area attrezzata in cui ci siamo recati si trova nel comune di Villar Pellice (TO) (vedi info in fondo all’articolo), da lì siamo partiti per una passeggiata lungo il fiume di 20 minuti a passo di adulto per raggiungere il laghetto Nais a Bobbio Pellice (TO), un laghetto per la pesca facilitata (ma noi non abbiamo pescato) molto frequentato con bar ristorante, campi sportivi e parco giochi.

Tempo impiegato con due bambini e tutto da esplorare: un’ora ed un quarto.

Prima Notte In TendaGiunti quasi al termine della camminata, i piccoli erano distrutti e ci siamo fermati per un pic nic nei prati e qualche gioco per riprendere le forze anche perché la temperatura era davvero calda.

Arrivati al laghetto l’impresa era finalmente conclusa ed il piccolo bisonte era tutto tronfio per aver superato una delle sue paure. Dopo una breve pausa per riposarsi, un po’ di meritato relax nell’area bimbi ed un ghiacciolo al limone è giunto il momento di scappare: la giornata non era ancora finita.

Tempo di una doccia ed eravamo attesi a cena dalla nonna per festeggiare il suo compleanno e non potevamo assolutamente mancare!

La prima notte in tenda – Cosa portare

Per quanto riguarda il cosa portare per la prima notte in tenda in montagna con i bambini, c’è da dire che, essendo andati a fine stagione e con le temperature notturne ormai fresche, abbiamo principalmente portato vestiario pesante che poi, però, non è stato necessario se non per l’avventura notturna al parco giochi.

Abbiamo equipaggiato la tenda in questo modo: materassini in espanso “da palestra” a contatto con il terreno per renderlo più morbido, sacchi a pelo imbottiti e lanterna. Di riserva avevamo una coperta di lana in grado di coprirci tutti e tre. Torce e pile frontali per far luce la sera dopo cena. In tenda abbiamo tenuto le giacche anti pioggia ed un maglioncino per poter andare in bagno di notte senza aver freddo o senza bagnarsi in caso di maltempo.

Prima Notte In TendaCome vestiario (a parte pantaloni lunghi, maglioni, scarponcini e giacche anti pioggia per stare all’aperto), semplicemente pigiami con maniche e pantaloni lunghi e calzini, niente di più. Come vi abbiamo già raccontato, nonostante i circa 10 gradi esterni e lo scroscio di pioggia notturno, la temperatura in tenda è stata calda al punto da dormire fuori dai sacchi a pelo in canottiera e mutande senza alcun problema.

In questi casi può essere utile un sacco lenzuolo che noi abbiamo ma che, stupidamente, non abbiamo portato.

Oltre a questo abbiamo portato semplicemente un tavolino con sedie da campeggio (poi non utilizzato perché l’area attrezzata è dotata di tavoli con panche) ed il necessario per mangiare e lavarsi (però nell’area attrezzata che abbiamo scelto non ci sono docce). I nostri amici hanno portato un piccolo barbecue ma, in ogni caso, l’area è dotata di barbecue di libero utilizzo.

Qualche giochino per i bambini ma la libertà totale del campeggio consente ai loro di giocare ed esplorare liberamente da soli tutto per cui sono stati usati pochissimo essendo loro impegnati principalmente a correre come pazzi ovunque ed a curiosare dappertutto.

WHERE DO WE GO NEXT?

Informazioni utili

Area attrezzata: Parco comunale vicino all’agriturismo Laghetti Flissia, Villar Pellice (TO). Costo auto + tenda 6 Euro a notte. Info e coordinate GPS. Aperta anche a camper e rolotte. Grande prato con alberi, tavoli con panche e barbecue. Due bagni e lavandini con acqua potabile (solo fredda). No docce, illuminazione notturna o prese di corrente elettrica.

Destinazinoe passeggiata: https://www.laghettonais.it/ Laghetto per pesca facilitata con campi sportivi, bar ristorante, area bimbi ed aree relax.

Trekking: Se ti interessano altre passeggiate da fare con in bambini, seguendo il tag Trekking sul nostro blog puoi trovare alcune altre camminate che abbiamo fatto nelle nostre zone,

 

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24 commenti su “Come abbiamo affrontato la prima notte in tenda

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Diciamo che il camper è meno “estremo”. Per me, da ex camperista, è il modo di viaggiare perfetto, soprattutto con i bambini. Adriana non era mai andata, l’abbiamo affittato una volta e… lo scorso WE siamo andati al salone del camper di Parma! Magari potete provare anche voi ad affittarlo una volta o due e vedere se vi piace.

  1. Quando mio figlio era piccolo, l’abbiamo portato in campeggio in tenda. L’esperienza gli è piaciuta al punto da entrare negli scout. Ora gira l’Europa con la sua fedele tendina.

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Bravissimo! Noi non abbiamo mai fatto gli scout. A me sarebbe piaciuto molto mentre Adriana si rifiuta anche solo di considerare la possibilità che, un giorno, possa andarci Daniele…

  2. I vostri racconti sono sempre simpaticissimi!!!! Noi adoriamo la tenda ma quando il folletto era piccolo sempre camper!
    Quest’anno abbiamo fatto un on the road in tenda ed è stato davvero incredibile!

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Noi purtroppo il camper non ce l’abbiamo ma, avendolo avuto per tantissimo tempo con i miei, il sogno di averne prima o poi uno mio è sempre lì! Intanto ieri siamo stati al Salone del Camper di Parma per rifarci gli occhi (e fare un po’ di networking) e poi chissà…

  3. Martina Bressan il said:

    Io fatto gli scout e in quegli anni mi sono abituata a dormire in tenda. Devo dire che era sempre una bellissima esperienza… Bellissime tutte le accortezze che avete adottato per passare la prima notte in tenda, e il fatto di avere un amico lì è stato sicuramente molto bello.
    Secondo me è una bellissima esperienza di scoperta, da far fare ai bimbi

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Certo e come per tutte le prime volte con i bambini paurosi, bisogna andare per gradi. Andare dritti al punto espone al rischio che il bambino si spaventi ancora di più ed opponga un rifiuto totale che poi sarà difficile da superare in futuro. Siccome, poi, i bambini si fanno spesso “tirare” dagli amici (e non solo loro…), la scelta di organizzare con un amico “esperto” è stata importantissima non avendo potuto fare chissà quale preparazione precedente. Ora la paura è completamente passate e lui non fa che chiederci quando andremo di nuovo! Abbiamo creato un mostro 🙂 Ma ancora non sa cosa stiamo preparando per lui…

  4. Campeggio da quando avevo 12 anni e adesso ne ho 40. Inutile dire che in tenda mi sento molto a mio agio! Sono da apprezzare tutte le accortezze che avete avuto per preparare il vostro amore alla sua prima notte in tenda, nonostante qualche inconveniente. Non è da tutti, bravissimi!

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Grazie! Dopo tanti anni e tante notti un po’ di esperienza ce la siamo fatta ed abbiamo cercato di metterla in pratica. Ha funzionato!

  5. I bambini hanno un grande spirito di adattamento e senso dell’avventura, e poi il gioco, la novità… e poi, da camperista, ho fatto gli occhi a cuoricino vedendo il camper dei tuoi genitori, vintage, bellissimo!!

    • inviaggiocolbisonte il said:

      Però era spartano già per gli standard dell’epoca! Però ho sempre sognato di potermene comprare uno mio. Chissà se mai succederà…

  6. i miei mi hanno cresciuto a campeggio e ai tempi era una situazione più che normale, ora fonte d’ansia…come cambiano i tempi. Onore al vostro racconto che aiuta a rassicurare grandi e piccini

  7. noi siamo assolutamente le più grandi sostenitrici delle vacanze in tenda. I miei bimbi le adorano e almeno 4-5 giorni in tenda ogni state bisogna farle…senso di avventura e libertà!

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