I Gofri, una tradizione natalizia delle valli Olimpiche

Si avvicina il Natale, per i viaggiatori più incalliti è l’occasione per una nuova partenza, per noi, invece, è il momento di riscoprire le tradizioni. Il nostro Natale è sempre stato in famiglia. Messa di mezza notte, il mattino del 25 si aprono i regali, pranzo con i parenti, passeggiata nel pomeriggio e poi a casa, tutti davanti al caminetto, a “smanettare” con le cose meravigliose che Babbo Natale ci ha fatto trovare sotto l’albero. Parlando di tradizioni vogliamo raccontarvi di un’usanza natalizia tipica delle nostre valli ovvero i Gofri.

Gofri
Gofri

I gofri sono speciali cialde dall’aspetto “a nido d’ape” che è facile trovare nelle feste di paese ma spesso vengono preparati anche a casa in occasione di serate con gli amici nel periodo natalizio. Vengono cucinati generalmente all’aperto grazie ad una speciale pentola di ghisa formata da due piastre tra le quali viene colato l’impasto fatto semplicemente con acqua, farina, lievito di birra e sale e possono essere farciti, ancora caldi, con salumi, formaggi, marmellate, miele, crema al cioccolato, ecc… Insomma, dolci o salati sono una vera delizia. Dal punto di vista storico, nella loro forma attuale, sono probabilmente nati a fine ottocento nelle valli Chisone e Susa (in provincia di Torino) dove, negli inverni con tanta neve, era molto difficile raggiungere i forni per la cottura del pane. Tuttavia pare che l’origine sia addirittura medioevale.

La pentola per i Gofri
La pentola per i Gofri

Mangiare i gofri con la famiglia o gli amici è un modo di far cena diverso dal solito: la cottura richiede qualche minuto e le pentole sono costose per cui, generalmente, ce n’è solamente una a disposizione (è anche difficile trovarle in commercio). Dunque si rimane tutti a scaldarsi attorno al fuoco su cui è posta la pentola chiacchierando e, magari, bevendo vin brulé in attesa che il proprio gofri sia cotto, per poi aspettare nuovamente il proprio turno. Insomma, un mangiare lento che aiuta la socializzazione ed è perfetto per scambiarsi gli auguri ed i regali sotto le stelle!

La particolare forma a nido d'ape
La particolare forma tonda con aspetto a nido d’ape

Uno cuoce per tutti, poi ci si dà il cambio. L’atmosfera che si crea è difficile da descrivere, per farvela immaginare pensate ad una di quelle serate in cui si respira calore e famiglia. C’è l’amico schizzinoso, che mai mangerebbe qualcosa con le mani ma per i gofri questo ed altro. Ci sono i bambini che corrono intorno al fuoco, incuranti dei rimproveri dei genitori, rischiando di bruciarsi. La vicina burbera ma dal cuore d’oro, nelle guance gli anni e, forse, i troppi gofri (parafrasando una canzone). L’amica single (dire zitella non si usa più) che loda la dieta che la mantiene in così perfetta forma (casomai arrivasse finalmente il principe azzurro) ed intanto trita un gofri con il lardo. Mamma ha la bocca tutta impiastricciata di marmellata. Papy la guarda inorridito mentre ha in testa una sola cosa: salame! Il nonno sta in silenzio e mangia il suo, forse pensa a quando era lui a cuocerli per tutti. Ognuno ha nascosto da qualche parte i pacchettini che, più tardi, darà agli altri e pregusta la gioia che proverà nel vedere il sorriso illuminare i loro volti quando li riceveranno… Queste sono le sensazioni che ci danno i gofri, calore, amicizia, amore, famiglia. In una parola: magia!

Buon Natale a tutti!

Ecco la ricetta:

Ingredienti: con le seguenti dosi si fanno circa 36 gofri:

  • 3,5 l di acqua tiepida
  • 1,5 kg di farina
  • 2 cucchiai di sale fino
  • 1 bustina di lievito di birra secco
  • un pezzo di lardo

Esistono diverse varianti della ricetta, alcune prevedono anche l’uso di uova o latte ma noi troviamo che questa sia la più semplice e buona.

Procedimento: sciogliere lo lievito nell’acqua, aggiungere la farina poco per volta in modo da non fare grumi, per ultimo aggiungere il sale. Lasciare lievitare per almeno un paio d’ore a temperatura ambiente coprendo il contenitore con pellicola trasparente o un coperchio. A fine lievitazione l’impasto si presenterà liquido e cremoso e con la superficie coperta di bollicine ed una specie di schiuma.

Cottura: a pentola calda, ungere entrambe le superfici con il lardo strofinandovi il pezzo con una forchetta. Colare circa un mestolo di pastella e chiudere la pentola. Ogni tanto girare la pentola per cambiare il lato esposto al fuoco. A cottura ultimata il prodotto si stacca da solo dalla pentola. Se dovesse rimanere appiccicato significa che non avete unto abbastanza le superfici con il lardo oppure che la temperatura della pentola era troppo alta e l’impasto troppo liquido.

Farcitura: A piacere! Ecco quelli che a noi piacciono di più:

  • Mamma Adriana: Marmellata ai frutti di bosco
  • Papy Luca: Bresaola, olio, limone, scaglie di parmigiano, pomodoro ed insalata
  • Piccolo Bisonte: Qualunque cosa!!!

Dove poter acquistare online la pentola per i gofri:

https://www.dolcepiemonte.com/it/accessori/85-padella-per-gofri.html

Link non sponsorizzato.

Ma ci sono locali dove li servono?

Noi ne conosciamo tre:

  • Gofreria Piemuntèisa: via S. Tommaso 7, Torino
  • La Gofreria: via Savoia 27, Pinerolo
  • Birreria Beba: Viale Italia 11, Villar Perosa (TO)

Altrimenti potete sempre contattare le ragazze di Io Mangio Gofri che, con la loro “Gofri Mobile” girano il territorio portando ovunque questa prelibatezza. Non riceviamo sponsorizzazioni per queste segnalazioni.


Qualche tempo fa siamo già stati ospiti di Trippando per un post sulle tradizioni natalizie italiane il quale contiene un breve estratto di questo articolo. Potete andare a leggere l’articolo di Silvia cliccando qui.

Ecco anche un paio di posti dove è possibile fare delle bellissime passeggiate adatte anche ai bambini e, in occasione delle feste di paese, mangiare degli ottimi gofri: il vallone di Massello e Casa Canada.

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