Il carnevale storico di Torino – L’Antico Carnevale del Balon

Ieri si è tenuto l’Antico Carnevale del Balon ovvero il carnevale storico di Torino. Nonostante l’arrivo del Burian con tutto il suo corollario di neve e freddo, abbiamo deciso di sfidare i rigori dell’inverno e portare il piccolo bisonte a vederlo.

Può sembrare una decisione banale ma, per noi, non lo è. Il carnevale da sempre divide: c’è chi lo odia e c’è chi lo ama, con tutte le possibili “sfumature di grigio” nel mezzo. Noi non siamo da meno e, come sempre, ci collochiamo agli estremi.

Molte delle persone che conosciamo dicono che siamo divertenti ed ispiriamo allegria perché siamo un po’ come Sandra e Raimondo, estremamente diversi, con  molto in comune ma con gusti ed opinioni diametralmente opposti. Dunque siamo complementari e, spesso, passiamo il nostro tempo a punzecchiarci e prenderci in giro a vicenda. Noi, in realtà, con la modestia che ci contraddistingue sappiamo perfettamente di essere degli strafighi e che tutto ciò è palesemente falso, però guarda caso, papy Luca ama il carnevale mentre mamma Adriana lo odia. E chi l’avrebbe mai detto?

Il piccolo bisonte, tirato per la giacchetta da una parte e dall’altra, diviso tra l’amore paterno e l’adorazione della mamma, per il momento ha deciso di stare dalla parte di papà, ma con posizioni più moderate.

In ogni caso, dopo aver visto la mini sfilata dei carri nel paese dei nonni ed aver approfittato dell’occasione per, nell’ordine: essersi fatto rintronare le orecchie dalla musica a tutto volume dei carri dicendo “è una cosa bellissima!” e ballando in mezzo alla strada nel suo vestito da pesciolino, aver tirato i coriandoli solo ed esclusivamente addosso a papà, non aver apprezzato le stelle filanti, aver mangiato un gofri fuori stagione e una bugia, aver bevuto una cioccolata calda ed aver passato la giornata con la sua amica del cuore dell’asilo, ha iniziato a chiedere insistentemente quando si sarebbe tenuta la sfilata “quella grossa” ovvero quella della città qui vicina.

Ecco, qui le possibilità erano due: rivelargli che è stata rimandata a data da destinarsi per via del maltempo, beccarsi i suoi pianti delusi e spiegargli che la vita è dura, che si stava meglio quando si stava peggio e non ci sono più le mezze stagioni, oppure portarlo al carnevale storico di Torino.

La scelta non si pone: mamma mette le pive nel sacco, papà si stampa il sorriso sulla faccia e via verso la metropoli, destinazione Borgo Dora.

L’Antico Carnevale storico del Balon si svolge, manco a dirlo, al Balon di Torino che, per chi non lo sapesse, è una zona della città dove si tiene un famoso ed enorme mercato dell’antiquariato minore fin dal lontano 1857. In particolare parliamo delle vie che stanno tra piazza della Repubblica fino alla Dora.

Il mercato si svolge ogni sabato ed ospita circa 300 espositori, inoltre ci sono circa 50 negozi di antiquariato che sono aperti tutta la settimana. Questo mercato è così sentito dai torinesi e così conosciuto da essere frequentato da visitatori provenienti da tutta Italia. Già Edmondo De Amicis, nel 1911 scriveva: “È una tale confusione di cose e d’avanzi di cose da far impazzire il disgraziato che ne dovesse far l’inventario.”

Perdersi per il Balon è un’esperienza unica fatta di bancarelle in cui trovare, uno accanto all’altro, vecchi orologi senza lancette e giovani creativi che espongono le opere del loro ingegno od abiti ed oggetti di design.

In questo contesto si svolge il carnevale storico di Torino, durante il quale gruppi storici mascherati provenienti da tutto il Piemonte sfilano mettendo in mostra i loro bellissimi costumi e proponendo performance al pubblico presente.

Niente carri, solo costumi ricercati e curati in ogni dettaglio.

Il carnevale storico è un evento che si sviluppa su due giorni incominciando con la tradizionale consegna a Gianduja (la maschera più importante del carnevale piemontese) delle chiavi della città il sabato e terminando la domenica sera con il gran ballo in piazza Borgo Dora. L’edizione 2017 ha visto la partecipazione di oltre 30000 persone. Purtroppo quest’anno il maltempo ha mandato all’aria tutta l’organizzazione: a causa delle nevicate e dell’ondata di gelo subito successiva, molti dei gruppi previsti non sono riusciti a raggiungere la città così come il pubblico.

In ogni caso la sfilata si è svolta ugualmente in tono minore e confinata all’interno del “cortile del maglio” in quanto una bella nevicata ha deciso di portare un po’ di magia sulla città e sui banchi del mercato.

Perdonate le pessime foto scattate solo con il cellulare.

Noi abbiamo fatto un giretto sotto la neve curiosando nelle vetrine degli antiquari ma, pur essendo ben imbottito, Daniele pativa il freddo. Siamo dunque entrati nel cortile del maglio per assistere alla presentazione dei vari gruppi ed alla sfilata della domenica ufficializzata dalla presenza di Gianduja e Giacometta (anch’essa maschera carnascialesca tipica).

La vista di Gianduja e Giacometta suscita sempre grandi emozioni nei bambini e Daniele non è stato da meno: quando ha visto che le due maschere stavano venendo a posizionarsi proprio vicino a noi è rimasto paralizzato dall’eccitazione e non smetteva più di guardarli e fare domande su di loro.

Gianduja e Giacometta
Gianduja e Giacometta

Per far capire quanto è sentita l’importanza di queste maschere nel carnevale piemontese basti dire che ogni città ha i suoi Gianduja e Giacometta, essi vengono nominati con un atto notorio pubblico ogni anno e, per tutto l’anno, svolgono un intenso programma presenziando a manifestazioni, inaugurazioni, visite agli alunni delle scuole ed attività benefiche quali raccolte fondi, visite agli anziani ed ai malati negli ospedali e nelle case di riposo, etc…

La sfilata del carnevale storico di Torino 2018 è stata molto interessante per la ricercatezza e la varietà dei costumi dei gruppi che hanno sfilato ma, oltre a questo, al piccolo bisonte sono piaciute particolarmente le simulazioni di combattimento fatte da alcuni guerrieri, in particolar modo una in cui un bambino aveva ragione di diversi energumeni grandi, grossi e dotati di elmi e cotte di maglia.

Per i più piccoli, a margine della sfilata, era presente un gruppo di cosplayer con i quali i bambini potevano farsi fotografare e truccare. Dopo un’accurata analisi ed una ponderata scelta, il bisontino ha deciso di fare una foto con Olaf di Frozen ed ha ricevuto in regalo anche una maschera da mettere sul viso (che non ha voluto più togliere quasi neanche per andare a dormire) ed una lingua di menelicche.

Sorvoliamo sul fatto che, al momento della foto con Olaf, si è fatto prendere dal terrore.

Sorvoliamo anche sul fatto che, inizialmente, non voleva soffiare nella trombetta perché gli faceva paura. D’altronde lui ha il cuor di bisonte, mica il cuor di leone. Superato, comunque, il timore iniziale ci ha decisamente preso gusto sferzando la faccia di chiunque gli capitasse a tiro ed andando in giro con la trombetta pendente dall’angolo della bocca come neanche Humphrey Bogart ai tempi d’oro.

Ad ogni buon conto, se siete meteorologicamente più fortunati di noi, in caso di tempo favorevole, proprio nelle vicinanze del Balon è possibile trovare la famosa mongolfiera di Torino che consente di vedere Torino dal cielo.

Per le vie circostanti, poi, parecchi ambulanti vendono streed food di ogni genere.

Un po' di street food
Un po’ di street food

Insomma, l’Antico Carnevale storico del Balon è un evento al quale val la pena di partecipare quando il tempo consente di vederlo in tutto il suo splendore, ammirando le sfilate, le performance ed i costumi, perdendosi tra i banchi del mercato ed approfittando per fare un bel giro in mongolfiera ma che, anche tormentato dal mal tempo, è stato un buon modo per passare una domenica altrimenti destinata a rimanere chiusi in casa.

Sotto Natale, poi, al Balon si svolge un favoloso mercatino che, secondo noi, non può assolutamente essere perso. Noi ci siamo ripromessi di andare a vederlo nuovamente al più presto per farne un resoconto da pubblicare qui sul blog ma, nel frattempo, se volete potete andare a leggere il resoconto della visita ad uno dei più bei mercatini di Natale d’Europa: quello di Montreux, oppure dare un’occhiata a cos’abbiamo scritto su Verona, città nella quale si svolge un mercatino di Natale assolutamente favoloso.

Se, invece, la mongolfiera non vi si addice ma, già che siete a Torino, volete visitare un altro posto poco conosciuto da cui godere di un fantastico panorama sulla città dall’alto, vi consigliamo di non perdere la visita alla Villa della Regina.

Per una visita dal taglio inusuale, invece, vi consigliamo il nostro itinerario alla scoperta della Torino della scienza.

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