Una toccata e fuga ad Arzachena

Ci troviamo nel nord-est della Sardegna in vacanza ed abbiamo preparato un itinerario che ci faccia scoprire qualcos’altro oltre allo stupendo mare. Durante una giornata in Gallura alla ricerca dei giganti nel Parco Archeologico di Arzachena siamo passati proprio da Arzachena dove, presso l’ufficio turistico, abbiamo acquistato i biglietti per il parco e sempre qui ci ha riportati il percorso ad anello che abbiamo seguito per visitarne una parte. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo per fermarci e visitare bene la “capitale della Gallura”, quindi ci siamo concentrati su due posti particolari: la stazione ferroviaria abbandonata e la caratteristica roccia a forma di fungo che domina la città.

Arzachena: la stazione ferroviaria abbandonata

Questa stazione faceva parte della linea ferroviaria che collegava Palau con Sassari che è stata dismessa nel 1997. Diciamo subito che, in realtà, la stazione non è completamente abbandonata come spesso viene descritta: infatti è una delle tappe del cosiddetto “Trenino Verde” ovvero un percorso ferroviario turistico a scartamento ridotto che, con un viaggio lento e tortuoso su treni storici trainati da locomotive a vapore, percorre itinerari sicuramente molto suggestivi dal punto di vista paesaggistico.

La stazione abbandonata di Arzachena
La stazione abbandonata di Arzachena

L’interno dovrebbe essere visitabile e contenere antichi arredi e strumenti tecnici però noi l’abbiamo trovata letteralmente deserta. Siamo stati, così, catapultati in un’atmosfera da film western veramente particolare. Se siete di passaggio merita sicuramente una breve sosta.

Arzachena: il fungo

Presso l’ufficio turistico di Arzachena si possono trovare delle belle cartine realizzate dall’Assessorato al Turismo della città che riportano anche alcuni percorsi per scoprire la città ed il circondario. Noi abbiamo dedicato il poco tempo disponibile a salire al “Fungo monti incappiddatu” la famosa roccia che è il simbolo della città. Vi si accede facilmente percorrendo tutta via Limbara. Questa roccia dalla forma particolare è talmente iconica che addirittura, in epoca romana, dava il nome alla città: Turubulus Maior (grande fungo).

La roccia è stata modellata nei secoli dagli agenti atmosferici ed era frequentata già in epoca preistorica. Vi sono stati ritrovati reperti risalenti al 3000 a.C. e, nelle vicinanze, si trova anche un villaggio nuragico. Peccato che sia, ormai, quasi inglobato tra le case.

Dalla cima di questa collinetta si gode una vista fantastica sulla città e sul territorio circostante.

Questa semplice “arrampicata” è piaciuta molto al nostro bisontino così come la bella vista, tanto che è stato un problema convincerlo a scendere per andare a riprendere la macchina!

Arzachena: curiosità

Come chi ha letto un po’ i nostri articoli qui sul blog sicuramente sa, quando siamo in viaggio ci piace praticare il Geocaching (uno dei prossimi post in programmazione è dedicato a spiegarvi di cosa si tratta e perché ci piace un sacco) perché lo troviamo un modo veramente divertente e curioso per scovare posti che, altrimenti, non avremmo mai visto. E poi i bambini adorano la caccia al tesoro! E non solo loro.

Purtroppo ad Arzachena abbiamo fatto solamente una toccata e fuga quindi non abbiamo dedicato tempo a questa attività. Tornati a casa, per curiosità, siamo andati a curiosare per vedere se c’erano geocache nascoste in zona ed abbiamo scoperto che ce n’era una nascosta proprio sotto al fungo. Sotto una roccia sulla quale ci siamo seduti per fare una foto! Ci eravamo seduti sopra e non lo sapevamo.

Vabbè, un motivo in più per tornarci, soprattutto adesso che siamo diventati degli espertoni nei viaggi in traghetto!

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